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Servizio scadente per i pendolari di Orte

Ecco il testo della mail inviata al ministro De Micheli.

Egregio Ministro De Micheli

l’anno appena trascorso si è concluso in maniera decisamente difficile per i pendolari della stazione di Orte e anche l’inizio del nuovo anno pare confermare la stessa tendenza.

Il 15 dicembre u.s. è cambiato l’orario dei treni, non sappiamo se ne sia a conoscenza. E per noi pendolari, tale cambio orario non ha portato nessuna variazione positiva, anzi.

In particolare, nella fascia oraria del ritorno da Roma, i RV e gli IC posticipati in partenza (che prima del cambio orario erano in ritardo per dare precedenza agli AV), continuano a non essere puntuali, e quelli anticipati si ritrovano ad avere maggiori tempi di percorrenza. In pratica stiamo tornando a casa con ritardi ben più cospicui rispetto a prima: in media ogni pendolare nei primi 3 giorni del cambio orario ha regalato a Trenitalia 30-40 minuti della propria vita per i ritardi maturati sulla linea.

Inoltre, viene confermato il “buco di orario” da Orte dalle 8:52 alle 9:43 (peraltro tale RV percorre la linea convenzionale, raggiungendo la stazione Tiburtina in oltre un’ora), cui ne è aggiunto un altro dalle 10:09 alle 11:55 e, soprattutto, è aumentata l’ampiezza dell’intervallo sprovvisto di treni da Roma tra le 16:02 alle 17:20, proprio nella fascia pendolari.

In compenso, come confermato da notizie di stampa, apprendiamo che è notevolmente aumentata l’offerta di treni Alta Velocità di ben 14 convogli!

Una linea direttissima sempre più intasata, in equilibrio precario; crediamo La informino frequentemente che la circolazione, soprattutto verso nord e per lo più il pomeriggio, è disturbata.

La maggior parte dei ritardi subiti dai treni pendolari è indotta: la linea è satura e ogni piccolo problema di transito genera un’escalation di ritardi con la penalizzazione dei nostri convogli, secondo una gerarchia smentita a voce, ma confermata dai fatti.

Ora, semplicemente uscire da Roma Termini alla volta della stazione Tiburtina è diventata un’impresa titanica, pertanto i tempi di percorrenza tra Roma ed Orte e viceversa sono aumentati.

E la stazione Termini è oltremodo intasata, fino a dover spostare le partenze dei treni Intercity ai binari est, lontani oltre 450 metri dalla stazione.

Francamente non capiamo come mai siano state spese decine di milioni di euro per stravolgere la stazione Tiburtina con l’intento di renderla fulcro per il trasporto di Alta Velocità, per poi degradarla di nuovo a stazione di transito, portando ancora più convogli AV alla stazione Termini, che comincia a dimostrare di non poter più sostenere tale traffico.

È necessario tornare ad investire sul trasporto pubblico locale per mantenere in vita il tessuto sociale ed economico dei piccoli comuni, incentivando le persone a stabilire lì la propria residenza o rimanere, senza dover subire nuove vessazioni, garantendo collegamenti frequenti e puntuali per la capitale.

Ricordiamo inoltre che un pendolare, pur avendo tariffe agevolate per la frequenza del viaggio paga in anticipo per mese e per anno e, soprattutto, non viene indennizzato o ristorato dai ritardi e dai disservizi che subisce. Occorre iniziare ad applicare penali per i ritardi sistematicamente fatti subire ai pendolari senza ragionare attraverso una limitata ottica regionale.

Ad oltre 3 mesi dal Suo insediamento chiediamo nuovamente un Suo intervento a nostra tutela ed un incontro per affrontare le problematiche sopra evidenziate.

In assenza di un Suo riscontro, La informiamo che stiamo prendendo in considerazione l’idea di fare una manifestazione presso il Ministero dei Trasporti, coinvolgendo altri comitati sorti in difesa dei diritti, sempre più bistrattati, dei pendolari.

Siamo veramente stanchi, gli animi dei pendolari sono esacerbati, intervenga Lei signor Ministro!

Riunione di Giovedì 5 dicembre presso la Regione Lazio

Pubblichiamo la nota relativa alla riunione tenuta presso la Regione Lazio il 5 dicembre scorso avendo per oggetto il cambio di orario operativo dal 15 dicembre.

Tutti i punti rilevati sono stati da noi messi in evidenza dai rappresentanti di tutte le istituzioni di riferimenti peraltro intervenuti numerosi come potete riscontrare dall’elenco dei partecipanti.

Il clima è stato senza dubbio di collaborazione emergendo anche la disponibilità a risolvere alcuni problemi.

Per quanto ovvio, attendiamo un feedback dalle parti presenti all’incontro.

2019.12.05 riunione con Regione Lazio, Trenitalia, RFI

Rincari Parcheggio di Molegnano – sollecito richiesta di incontro

Al Sindaco del Comune di Orte,

All’Assessore alla Viabilità

Egregio Sindaco, Egregio Assessore,

a seguito del rinnovo delle tariffe del parcheggio di Molegnano in vigore dallo scorso 1’ ottobre, il Comitato Pendolari Orte ha già tempestivamente manifestato nella lettera del 27 Settembre u.s. il proprio disappunto al notevole rincaro del canone mensile per i non residenti.

Ad oggi non abbiamo ricevuto alcun riscontro, pertanto con la presente le rinnoviamo la richiesta di revisione delle tariffe e di un incontro per discuterne insieme.

Una buona parte degli iscritti al Comitato Pendolari partono e tornano alla stazione di Orte, ma il loro viaggio inizia prima, nei comuni limitrofi che costituiscono l’ampio bacino di utenza della stazione di Orte.
Tra tutti coloro che si servono della stazione di Orte, abbiamo chi lo fa in modo sporadico, chi periodicamente, chi costantemente per motivi di lavoro, ma anche di studio, quindi gravando come costo sui genitori. Riteniamo che tutti coloro vadano tutelati.

Allo stesso modo, ribadiamo di prendere le distanze dalle ipotesi di boicottaggio che qualche viaggiatore ha ipotizzato sui social, per far “scontare” alla cittadinanza l’introduzione delle nuove tariffe.

Nella convinzione di fare cosa proficua per la gestione della vicenda, in ogni modo invitiamo tutti alla calma e al dialogo.

Ora chiediamo che quel dialogo diventi concreto.

Inoltre, le nuove modalità di pagamento del parcheggio introdotte in questo mese (parcometri, app, sito web) evidenziano diversi aspetti di malfunzionamento che necessitano di essere sistemati a prescindere dalla tariffa applicata.

Abbiamo evidenza delle singole anomalie e siamo pronti a mostrargliele nell’incontro che ci aspettiamo di avere.

Certi di un Suo cenno di riscontro, porgiamo distinti saluti.

CoPeO

Tornare a casa è divenuta un’odissea

Al Ministro  Trasporti e Infrastrutture
All ‘URP
Al CNCU
A Regioni Lazio, Umbria, Toscana, Marche
CC Trenitalia e  RFI

Signor Ministro  

Facciamo seguito al precedente invio del 14 Dicembre ( evidenza giornate fatidiche), per trasmettere i report contenenti i ritardi registrati nel periodo 16-31 gennaio u.s..

E’ proprio di ieri (6.02.19), la pubblicazione dell’indagine condotta da Altroconsumo sui ritardi di oltre 2500 treni pendolari.

 In tale indagine non è stato dato molto peso alla tratta Orte-Roma e viceversa via linea direttissima. Infatti si legge che il 13% delle volte il treno da Ancona per Roma ha oltre 10 minuti di ritardo. Per ns. esperienza, tra andata e ritorno considerando sia i RV che gli IC, ritardi abbondantemente oltre i 10 minuti, sono la norma!

Tornando alla ns. rilevazione nel lasso di tempo suddetto, il giorno “migliore” (con meno ritardi) é stato il Martedì 29 Gennaio con ritardi cumulati all’andata pari a 67 minuti (ritardo massimo di 23 minuti registrato sull’IC 597 o IC 1577). Al ritorno ritardi cumulati pari a 143 minuti (ritardo massimo su IC 590).

Ritardi fatidici

La “maglia nera” spetta al Mercoled30Gennaio con ritardi cumulati al ritorno pari a 493 minuti (la fascia peggiore da ns. esperienza è quella compresa tra le 17,30 e le 20 direzione Roma – Orte).

Tali ritardi spesso derivano dal dirottamento in linea convenzionale ( almeno 7 giorni dei 12 rilevati a Gennaio) di diversi convogli RV e IC (soprattutto al ritorno-ad es. il RV 2314 in partenza da Roma Termini alle 15:02!). Spesso e volentieri tali dirottamenti si rendono necessari per cercare di porre rimedio ai ritardi maturati dai treni Alta Velocità.Ogni parola è superflua, parlano chiaramente i numeri circa le ns. ormai quasi giornaliere odissee, soprattutto per il ritorno a casa.