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Soluzione su futuro METREBUS. Garantito a cittadini sistema integrato bigliettazione.

Trovata ieri una soluzione per il futuro del sistema integrato di bigliettazione Metrebus, garantendo così ai cittadini la possibilità di continuare ad utilizzare un unico biglietto su treni ed autobus regionali e sul trasporto pubblico locale a Roma. E soprattutto rendiamo più sicura e trasparente la gestione dell’intero sistema.

metrebus_lazio_annualeIeri mattina Roma Capitale ha sottoscritto un verbale d’intesa insieme a Regione Lazio, Trenitalia, Astral, Roma Servizi per la Mobilità e Atac. Siamo soddisfatti che tutti gli attori istituzionali abbiano compreso l’importanza di arrivare ad un accordo condiviso per mantenere in piedi l’integrazione tariffaria. Roma Capitale è stata sempre in prima fila per cercare un’intesa.

L’intesa prevede che i flussi finanziari saranno gestiti da Atac fino al 31 dicembre 2019. Il sistema di clearing, cioè il processo di elaborazione dei dati di utilizzo, sarà gestito da Astral in accordo con Roma Servizi per la Mobilità. Questo garantirà maggiore sicurezza, trasparenza e legalità perché porterà a migliori controlli: i rischi di duplicazione o clonazione dei biglietti saranno così ridotti al minimo. Infine si definirà un cronoprogramma delle attività di analisi dei dati che saranno funzionali ad un corretta ripartizione del fondo trasporti nazionale.

I genitori di San Liberato sulla soppressione delle fermate

Abbiamo ricevuto un appello da parte di un gruppo di genitori di S. Liberato dei quali pubblichiamo la lettera che hanno inviato a Trenitalia.
Con il cambio orario di dicembre ai ragazzi è stata tolta la fermata dell’unico treno utile per andare a scuola a Terni. Sottoscriviamo l’appello, manifestiamo la nostra totale solidarietà verso queste famiglie con la speranza che Trenitalia e Regione Umbria pongano rimedio a questa situazione.
Sarebbe interessante capire la ratio di tale decisione e se in questa sia stata coinvolta qualche associazione di pendolari umbri… Di seguito il testo della lettera.

A Trenitalia.

Siamo un gruppo di genitori di San Liberato di Narni, provincia di Terni. Con la presente intendiamo comunicare il nostro sconcerto, stupore e disapprovazione alla decisione di revocare l’unica corsa disponibile nel nostro paese per i ragazzi che intendono studiare a Terni. La corsa del treno 22810 della mattina era rimasta l’unica a garantire un trasporto verso Terni per i nostri ragazzi, così come il treno del ritorno alle ore 14. Queste due erano le sole corse superstiti per la nostra frazione che potevano garantire ai nostri ragazzi di arrivare in orario a scuola contrariamente agli orari dei bus che lo farebbero arrivare in ritardo. Non chiediamo di implementare corse per/da Roma o altro, chiediamo solo ed esclusivamente un servizio che permetta a noi genitori, molti lavoratori o sprovvisti di possibilità, di avvalersi del diritto di mandare i nostri figli a scuola dal paese in cui vivono e non appellarsi a passaggi fortuiti verso la prima stazione disponibile.
La decisione di revocare una fermata di un treno che comunque transita su questa linea ci sembra fuori da ogni logica, soprattutto in un periodo dell’anno scolastico come questo.
Chiediamo quindi di ripristinare l’unica fermata che ci era rimasta garantendo un servizio degno di chiamarsi tale.

Verbale della Riunione del Copeo con la III Commissione Consiliare di Narni

Vi alleghiamo il verbale della seduta della riunione della III Commissione Consiliare del Comune di Narni a cui il Copeo è stato invitato a partecipare in merito alla discussione sulle problematiche dei pendolari.

Cogliamo l’occasione per ringraziare il Comune di Narni per la sensibilità dimostrata verso le problematiche dei pendolari e per questa articolata discussione che ci ha permesso di spiegare meglio la nostra situazione e di confrontarci su più tematiche.

Il verbale contiene degli omissis per le parti non inerenti il pendolarismo che sono state discusse durante la riunione stessa.

verbale seduta III Commissione Narni

Riunione con la III Commissione permanente di Narni

Il 3 ottobre u.s. una delegazione del COPEO si è recata presso il Comune di Narni, su convocazione della III Commissione Consiliare Permanente.
La delegazione ha esposto le problematiche derivanti dalla recente decisione della Regione Umbria di sopprimere le 2 fermate ad Orte dei treni RV 2481 e 2488, in generale la questione del trasporto pubblico locale e le problematiche dei pendolari del servizio ferroviario.
L’incontro è stato estremamente utile ed i membri della Commissione ci hanno ascoltato con molta attenzione.
Ringraziamo per l’invito il Sindaco Francesco De Rebotti, l’Assessore competente  Alfonso Morelli, il Presidente della Commissione Giovanni Rubini ed i membri della Commissione tutti.

Abbiamo chiesto di acquisire agli atti la Relazione qui di seguito allegata.

A seguito della decisione della regione Umbria di sopprimere la fermata di Orte per i 2 treni regionali veloci RV2481 e RV2488 sono emersi alcuni aspetti che vogliamo riassumere come di seguito riportato.

  1. LA SICUREZZA. La ragione ufficiale per cui sono state soppresse le suddette fermate è quella di voler salvaguardare la sicurezza dei pendolari umbri che utilizzano i due RV2481 e RV2488, sicurezza, si dice, messa in pericolo dall’eccessivo sovraffollamento di tali 2 convogli per il fatto che gli stessi fermavano a Orte.

Secondo noi la sicurezza a bordo treno dei pendolari è un concetto Nazionale. Salvaguardare la sicurezza degli Umbri per peggiorare quella dei pendolari Laziali (ma anche quella degli stessi umbri che prendono il treno a Orte), è un discorso che non ha senso. Per aumentare la sicurezza occorre diminuire l’affollamento dei treni come stabilito dalle norme emesse dall’Agenzia Nazionale della Sicurezza Ferroviaria. Ciò può essere conseguito solo aumentando la disponibilità dei treni in fermata ad Orte, circostanza che favorirà una ridistribuzione dei pendolari su più convogli. Inoltre ci chiediamo perché non viene considerata la sicurezza dei cittadini umbri che si recano a Orte per prendere il treno? La sicurezza di costoro, cittadini di Amelia, Penna in Teverina, San Liberato, Giove, Lugnano, Otricoli o Alviano è certamente diminuita per effetto della diminuzione dei treni in fermata ad Orte e il conseguente sovraffollamento dei convogli rimasti. Pertanto addurre motivazioni di sicurezza per giustificare la soppressione delle fermate non ha senso;

 

  1. I PENDOLARI UMBRI. Qualora la soppressione della fermata a Orte diventerà definitiva si registreranno svantaggi per gli stessi pendolari umbri per 3 ragioni. Per prima cosa la stazione di Orte è utilizzata da molti contribuenti umbri che sono contrari alla soppressione delle fermate come dimostrano le delibere approvate a favore della nostra causa all’unanimità dai comuni umbri Amelia, Giove, Lugnano in Teverina e Penna in Teverina, Otricoli e Alviano (attendiamo a breve le delibere di altri comuni). Tale soppressione penalizzerà anche i pendolari di San Liberato (frazione di Narni) che per ragioni di vicinanza geografica gravitano sulla stazione di Orte. In secondo luogo una delle alternative possibili, nel caso in cui non verranno ripristinate le fermate dei RV2481 e RV2488, è quella di far fermare a Orte vari Intercity diretti a Firenze come recentemente fatto per l’IC 598. In questo caso ne deriverebbe un chiaro svantaggio per i pendolari Orvietani, dovendo i treni aumentare i tempi di percorrenza. Infine alcuni treni successivi a quelli soppressi risulteranno certamente impraticabili, come sarà ad esempio il RV2328 delle 18:34  diretto ad Ancona e che effettua varie fermate in Umbria. Nel caso in cui sarà confermata la soppressione del RV2488, il RV2328 viaggerà stracolmo soprattutto da Ottobre (con la riapertura delle università)e quindi in questo caso saranno i ternani e i perugini che utilizzano tale treno a viaggiare decisamente scomodi e poco sicuri.

 

  1. I PENDOLARI LAZIALI. La soppressione della fermata di Orte chiaramente svantaggia anche i numerosissimi pendolari laziali che la utilizzano. Ricordiamo che la stazione di Orte ha un volume di 3 Milioni di passeggeri annui ed è certamente una delle più importanti stazioni del centro Italia. Orte è un crocevia ferroviario e stradale e autostradale troppo importante per poter essere bypassato. A sostegno della nostra causa sono state approvate delibere all’unanimità da parte dei comuni laziali di Viterbo, Gallese, Orte, Soriano nel Cimino, Vasanello, Vignanello e Graffignano. Inoltre ricordiamo che anche il Comitato Pendolari della Teverina si è schierato dalla nostra parte. Tale Comitato rappresenta i pendolari dei comuni umbri e laziali di Alviano, Attigliano, Guardea, Montecchio, Lugnano in Teverina, Giove, Bomarzo, Graffignano, Castiglione in Teverina, Civitella d’Agliano.

 

  1. LA SPERIMENTAZIONE. Chi ha deciso di sopprimere le fermate dei RV2481 e RV2488 ha dichiarato ufficialmente di averlo fatto per mettere in atto una sperimentazione di durata al massimo “fino al 14 settembre”. Noi del Comitato Pendolari Orte abbiamo fatto foto e video di cosa è accaduto durante tale periodo di sperimentazione. Tale documentazione è disponibile sul nostro sito all’indirizzo: www.comitatopendolariorte.it Per quanto abbiamo visto e documentato il risultato della sperimentazione è semplicissimo: i treni la cui fermata di Orte è stata soppressa viaggiano semivuoti sulla linea direttissima con un evidente spreco di risorse. Per contro i treni immediatamente precedenti e/o successivi agli stessi viaggiano stracolmi di gente, in condizioni di assenza di sicurezza così come previsto dalle normative ANSF. Non osiamo immaginare il disastro che accadrà quando i pendolari torneranno dalle ferie e quando riapriranno le Università.

 

  1. GLI ACCORDI DI TIVOLI DEL 1998 E IL TLP. Volendo fare un po’ di storia sul TLP evidenziamo che nel 1998, nei famosi “Accordi di Tivoli”, quando la competenza del trasporto regionale passò alle Regioni (DLgs 422/97), ad ogni Regione furono assegnate tratte e servizi (e livelli di servizio) con conseguente ripartizione delle risorse, al fine di garantire certi equilibri. Da qui discende ad esempio la competenza totale della Regione Lazio sulla Terni – L’Aquila oppure che i treni Roma – Pisa sono gestiti dalla Toscana e i Roma – Grosseto dal Lazio, che i Roma – Pescara sono di competenza dell’Abruzzo e i Roma – Avezzano del Lazio, che i Roma – Napoli sono pagati fino a Minturno dal Lazio e oltre Minturno dalla Campania e così via. Così come si decise che i Roma – Firenze fossero di competenza della Toscana, i Roma – Perugia dell’Umbria e così via.

 

  1. IL CONCETTO DI SOLIDARIETA’ SOVRAREGIONALE. In ultimo vogliamo sottolineare questo aspetto della solidarietà tra Regioni che dovrebbe sempre sussistere. Ricordiamo che la Regione Lazio finanzia con propri fondi 17 treni al giorno che fermano nella stazione Umbra di Attigliano. Cosa dovrebbe fare il Lazio? Chiedere la soppressione di tale fermata a Trenitalia? Oppure cosa dovrebbe fare il comune di Orte che da sempre ospita pendolari che vengono da tutti i Comuni limitrofi sia del Lazio che dell’Umbria? Dovrebbe opporsi a ciò e svantaggiare i pendolari umbri che si recano a Orte? Noi pensiamo che si tratti solo di una guerra tra poveri che non deve in alcun modo essere alimentata. Noi crediamo che la regione Lazio debba certamente continuare a far fermare i treni ad Attigliano e che il comune di Orte debba continuare ad ospitare i pendolari umbri alle stesse condizioni riservate ai laziali e agli stessi ortani, però crediamo anche che la regione Umbria, in questa vicenda, debba fare altrettanto come dimostra la sua storia fatta di solidarietà e disponibilità verso gli altri.

 

In conclusione noi del COPEO crediamo che se da un lato la regione Lazio deve dare il suo contributo per migliorare le condizioni di viaggio e di sicurezza di tutti i pendolari (ad esempio finanziando l’introduzione di nuove carrozze), dall’altro riteniamo che quegli accordi del 1998 dovranno essere rispettati anche perché la Direttissima è ormai satura (c’è solo uno slot disponibile tra le 8.47 e le 9.05) e non ci si può permettere di far viaggiare treni semivuoti su una linea così importante.

In definitiva è indiscutibile che la soluzione a tutte le problematiche sopra riportate passa per un AUMENTO DEI TRENI IN FERMATA AD ORTE e non certo per una loro diminuzione.

La nostra proposta è la seguente:

  1. mantenere la fermata a Orte per i RV2481 e RV2488 aggiungendo 1 o 2 carrozze sia al RV2481 che al RV2488 con costi a carico della Regione Lazio;
  2. utilizzare treni Vivalto o aumentare numero carrozze sui convogli da  Viterbo per Roma della mattina (RV 7571 7:50 da Orte) e della sera (RV 7582 17:28 da Roma), cosa che aumentando la disponibilità di posti su altri treni aiuterà a svuotare i RV2481 e RV2488;
  3. Mantenere la fermata dell’IC598 appena istituita, cosa che diminuirà l’affollamento sul RV2488 e anche sul RV2328 delle 18:34.

 

Infine vogliamo ricordare anche un’altra problematica che riguarda gli studenti laziali frequentanti scuole superiori umbre. Nel tempo le difficoltà finanziarie del paese hanno comportato una riduzione dei trasferimenti statali alle regioni e conseguentemente ripercussioni negative sul trasporto pubblico locale con riduzione del numero dei treni a servizio del collegamento Orte-Narni-Terni. Notoriamente e da sempre molti ragazzi di Orte hanno frequentato e continuano a frequentare istituti professionali e licei umbri con offerta formativa di ottima qualità. Anni addietro all’uscita alle 13 i ragazzi potevano usufruire di un treno in partenza da Terni per Orte alle 13,15 (con fermata a Narni presumibilmente verso le 13,25). Oggi il primo treno utile risulta in partenza da Terni alle 14,11 (con fermata a Narni alle ore 14,20). Sarebbe auspicabile, ed il Copeo se ne farà portavoce presso le sedi opportune affinché si trovino le disponibilità economiche, reintrodurre un treno a ridosso delle 13, al fine di garantire agli studenti un rientro a casa anticipato e far in modo di mantenere viva la stessa attrattiva verso tali scuole.

Narni, 3 ottobre 2014