Disagi treni regionali della Regione Lazio

Al Presidente della Regione Lazio

 per Conoscenza 

Alla Direzione Lazio (DTR) di Trenitalia 

All’Autorità Trasporti 


Egregio Presidente,
ci rivolgiamo nuovamente a Lei per portare all’attenzione (della Regione Lazio) l’ennesimo disservizio riscontrato dai pendolari della Tuscia, che si recano a Roma e viceversa, con i treni in transito nella stazione di Orte.
Abbiamo già illustrato la settimana di trasporto inesistente a seguito della nevicata del 26/02 u.s., ma dobbiamo riscontrare ancora forti disagi senza una ragione apparente.
Ieri 15/03 il treno 7571 da Viterbo ha maturato 30 minuti di ritardo, oggi è addirittura cancellato senza alcuna indicazione della causa. Inevitabilmente chi era già ad Orte si è recato a Roma utilizzando il treno successivo 2481 da Perugia che, in entrambi i giorni, ha viaggiato oltre il limite della decenza e della sicurezza per il numero di passeggeri a bordo.
Mentre coloro che da Viterbo si dovevano recare a Roma, hanno dovuto nuovamente provvedere con mezzi propri a raggiungere il posto di lavoro o prendere l’ennesima giornata di ferie.
Inoltre, la cancellazione del suddetto treno fa sì che non venga effettuato il corrispondente da Roma Termini per VIterbo delle 17:35 n. 7582, generando l’ennesimo sovraffollamento sui treno regionali immediatamente precedenti e successivi, in piena fascia pendolare.
Non siamo in un caso di calamità naturale, ma nell’ordinarietà follia delle difficoltà che viviamo ogni giorno.
Chiediamo il suo intervento per scongiurare che tali situazioni continuino a verificarsi, sempre a costo della Regione e dei suoi cittadini che cercano solo di andare a lavoro.
Chiediamo un suo diretto interessamento verso chi è responsabile di questo stato di cose al fine di tutelare i pendolari che ogni giorno utilizzano il trasporto pubblico per lavoro e/o per studio. Inoltre crediamo che l’unico modo per scoraggiare il ripetersi di tali eventi sia l’applicazione delle penali previste dai contratti di servizio che chiediamo vengano applicate a Trenitalia anche sulla base dei nuovi standard minimi di qualità pubblicati dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART), in copia alla presente email.
Infine, come accade già in altre Regioni, crediamo che i proventi dell’applicazione di tali penali debbano essere utilizzati per diminuire il costo degli abbonamenti dei pendolari i quali, come noto, non hanno diritto al alcun rimborso economico per i danni che subiscono.
Certi di un suo interessamento, La ringraziamo.