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Dies Alliensis Treni 7 settembre 2018

Buongiorno signor Ministro.

chi Le scrive è il Comitato Pendolari Orte.

Quello che è successo venerdì 7 settembre non ha memoria. Gente che è arrivata a casa con 4 ore di ritardo su un tragitto che si dovrebbe percorrere in 33 minuti. Mamme costrette a pagare extra le baby-sitter, anziani abbandonati in casa da soli, bambini di pochi anni per 4 ore su un treno senza acqua e senza un minimo di assistenza.

Se non fosse chiaro noi pendolari il biglietto lo abbiamo pagato anche venerdì  e a noi pendolari, che siamo abbonati, nessuno rimborserà nulla. Noi siamo clienti delle ferrovie, siamo gli unici “clienti” al mondo a non avere diritto a nulla. Nessuno che si scusa, nessun responsabile, nessun rimborso. Solo un anonimo altoparlante con voce registrata che…”si scusa per il disagio”. Il primo settembre alcuni abbonamenti sulla tratta Orte-Roma sono aumentati per i pendolari del 20%

Non può andare bene così signor Ministro. Lei si è speso, appena arrivato, con belle parole per i pendolari. Le chiediamo di far seguire alle belle parole i fatti. 

Nel frattempo la informiamo di una forma di protesta che i nostri pendolari hanno deciso di mettere spontaneamente in atto. Quando il controllore passerà a chiedere l’abbonamento i pendolari chiederanno allo stesso di passare dopo 5 minuti e si “scuseranno per il ritardo”.

Quanto ai ritardi di questi ultimi giorni vorremmo sapere chi sono i responsabili del disastro di venerdì 7 settembre e dei ritardi che si sono ripetuti l’8, il 9 e anche lunedì 10 settembre. Vorremmo inoltre che chi ha sbagliato paghi.

Infine vogliamo che vengano pagate le penali previste dai contratti di servizio e che quei soldi vengono usati per un fondo per i pendolari.

Per tutto quanto sopra Noi Le chiediamo di riceverci e le spiegheremo la nostra visione dei problemi.

Grazie per un cortese e gradito riscontro

La fermata Orte del treno IC 598

Al Ministero delle  Infrastrutture e  dei Trasporti 
e p. c. 

alla dott.ssa S. De Filippis , Direttore Divisione Passeggeri Lunga percorrenza di Trenitalia

alle  Regioni Lazio  e  Umbria 

ai prefetti di Viterbo  e Terni 
 ai sindaci di Orte, Orvieto,  Attigliano

alle direzioni Trenitalia e RFI, di Lazio e Umbria

a Mauro Rotelli – deputato viterbese e membro commissione trasporti alla camera.

IC 598

Buongiorno
Vi informiamo che a seguito di questa  email siamo stati contattati dalla dottoressa De Filippis di Trenitalia, presente alla riunione tenutasi a Terni la quale ci ha chiarito che Trenitalia non ha dato alcuna apertura alla soppressione della fermata di Orte dell’IC 598 data l’importanza del bacino di Orte e dato il fatto che è tecnicamente dimostrabile che la fermata di Orte allunga i tempi di percorrenza di al massimo 5 (cinque) minuti.

Ringraziamo Trenitalia per il confronto trasparente e ci auguriamo che quanto sopra metta una pietra tombale su questa assurda richiesta di sopprimere la fermata di Orte per l’IC 598

Cordiali saluti

Richiesta attenzione del MIT su fermate IC a Orte

Al Ministero delle  Infrastrutture e  dei Trasporti 
e p. c. alle  Regioni Lazio  e  Umbria 

ai prefetti di Viterbo  e Terni 
 ai sindaci di Orte, Orvieto,  Attigliano

alle direzioni Trenitalia e RFI, di Lazio e Umbria

a Mauro Rotelli – deputato viterbese e membro commissione trasporti alla camera.

Buongiorno

apprendiamo dalla rete che si è tenuto in data 20 luglio un incontro presso la Prefettura di Terni richiesto dal sindaco di Orvieto.

La riunione, si apprende, è stata presieduta dal prefetto di Terni ed erano presenti l’assessore regionale ai trasporti regione Umbria e i sindaci dei Comuni di Orvieto e Attigliano oltre a rappresentanti di Trenitalia e RFI.

Il resoconto di tale incontro indica, tra i vari punti, la richiesta di sopprimere la fermata di Orte per il treno IC 598. Questo comporterebbe il risparmio di 15 (quindici) minuti sui tempi di percorrenza da Roma a Orvieto.

Roma Termini

Orvieto Stazione

Premettiamo che noi, come comitato pendolari Orte, non ci sogneremmo mai di chiedere la soppressione della fermata di un treno, tanto più quanto quella fermata è presso la stazione di Orte, una delle più importanti del Centro Italia e maggiore sbocco della Tuscia verso Roma. 

Orte Statione

Pendolari a Orte

 

 

 

 

 

 

A noi sta a cuore che il servizio ferroviario venga potenziato, non de-potenziato e siamo certi che anche voi la pensiate come noi.

Tuttavia vogliamo in questa sede ribadire i motivi per cui tale soppressione oltre che antieconomica potrebbe comportare problematiche di sicurezza per i pendolari.

I punti sono i seguenti:

  1. I treni Intercity sono treni a contratto di servizio del ministero dei trasporti. Crediamo che il ministero, qui in indirizzo, quando utilizza dei soldi pubblici debba stare attento anche al ritorno economico di quello che spende. Essendo la stazione di Orte di gran lunga la più frequentata sulla tratta Roma-Firenze sarebbe antieconomico sopprimere la fermata. In poco parole sarebbe uno spreco di denaro pubblico
  2. Non è vero che se il treno ferma a Orte si allungano i tempi di percorrenza per Orvieto. Infatti quando l’IC 598 non fermava ad Orte i tempi di percorrenza erano gli stessi di oggi che il treno ferma.
  3. Togliere la fermata di Orte significherebbe affollare i treni precedenti e successivi al 598 e ciò genererebbe problematiche di sicurezza dei passeggeri su altri convogli. Ricordiamo che tra Roma e Orte i treni vanno a 200km/h e quindi più un treno è affollato e più è alta la probabilità che qualcuno si possa fare male in caso di incidente.
  4. I pendolari di Orte pagano un abbonamento per i treni Intercity e tale abbonamento comprende la fermata dell’IC 598.
  5. I collegamenti della Tuscia da e per Roma ne risentirebbero drasticamente.

Insomma non esiste nessuna ragione per dare seguito a questa richiesta priva di ogni ragionevole fondamento, figlia di un vecchio modo di fare politica e frutto, probabilmente, dei capricci di pochi. Tale richiesta avrebbe solo risvolti antieconomici e potenzialmente anche pericolosi per i pendolari 

Abbiamo notato che come recita il comunicato dei Pendolari di Orvieto i responsabili Trenitalia seppur ribadendo la difficoltà oggettiva di mantenere i treni  diretti da Orvieto Roma, verificheranno la fattibilità tecnica di tale richiesta. Riteniamo che visti i ritardi in partenza del treno IC 598 sia opportuno prima far venire meno gli accidenti che causano tali scelte in partenza,  di modo che tutta la popolazione Lazio Umbria e Toscana se ne avvantaggi, senza scelte inique per i pendolari della stazione di Orte e che pagano supplemento abbonamento IC.

Ovviamente noi difendiamo i nostri diritti di viaggiare e se dovesse passare questa assurda richiesta non staremo a guardare.

 

In attesa di un cortese riscontro, porgiamo cordiali saluti.

 

Inchini dei treni Regionali Veloci e Intercity verso i treni Alta Velocità

Salve

Torniamo a scrivere nuovamente a codesto Ministero sul medesimo argomento, a seguito della ns. dell’11 ottobre 2017 e vostra risposta del 6.11.2017 (prot. Ministero 0006573.06-11-2017). La tematica è quella dei ritardi che i treni Regionali Veloci  e Intercity subiscono quotidianamente a causa di precedenze che debbono fare ai treni Alta Velocita, anche se in ritardo.

RFI nega che esistano problematiche di precedenze concesse ai Alta Velocità a danno dei treni Regionali Veloci ed Intercity. A tale proposito vedasi la nota inviata da RFI prot. RFI-DCE\PEC\P\2017\0003169 del 4.12.17 al Comitato Pendolari Orte e pc al ministero dei Trasporti (all. 1). In tale nota RFI sostiene che in materia di circolazione ferroviaria non vengono adottati “criteri penalizzanti per i treni pendolari” e che vige un’”uguaglianza di priorità per i treni regionali e i treni Mercato nelle fasce pendolari“, nell’ottica complessiva di “garantire l’arrivo a destinazione entro la soglia dei 5 minuti per entrambe le categorie”.

In un incontro dove la Regione Lazio ha fatto da mediatore tra RFI e Trenitalia e noi pendolari ( incontro richiesto da noi per un approfondimento sul CDS), RFI ha negato la pratica dell’inchino,  giustificando il verificarsi delle precedenze ai treni AV come necessità operative.

Il Copeo ha risposto che le motivazioni operative devono comunque salvaguardare anche i treni pendolari e che quindi era auspicabile una ripartizione dei ritardi in modo equo.

Comunque la pratica continua. Quotidianamente i treni RV e IC vengono ritardati nell’ingresso in stazione Roma Termini/Roma Tiburtina e nell’uscita dalle stesse. Inoltre sempre più spesso i RV vengono instradati tra Orte e  Settebagni e viceversa sulla linea convenzionale, per consentire la partenza/transito di treni Alta Velocità anche in ritardo (ad esempio il RV 2486 ogni sera viene fermato al binario 6 di Roma Tiburtina 5-10 minuti in attesa della partenza del treno AV per Torino delle 17,07, sistematicamente in ritardo. Tale ritardo poi si ripercuote a cascata sui treni, soprattutto RV, successivi tra cui il 2316. Ciò senza nemmeno considerare che il RV 2486 difficilmente riuscirà a recuperare nel percorso i 10 minuti di ritardo, maturati a Tiburtina, mentre l’AV per Torino facilmente recupererà i 5-10 minuti di ritardo, maturati a Tiburtina).

A supporto della nostra tesi su tale tematica vogliamo portare all’attenzione di codesto Ministero le risposte che Trenitalia ha fornito per le vie ufficiali (con assegnato numero di protocollo, a disposizione per approfondimenti) ad alcuni reclami inviati dai pendolari.

Rispetto ad un reclamo inoltrato relativamente alla puntualità del RV 2316, Trenitalia risponde che il convoglio in questione presenta problemi di puntualità “per particolari problemi tecnici per la congestione del traffico dovuta ad interferenze con i treni dell’Alta Velocità che determinano una rallentata circolazione treni con ritardi e limitazioni di percorso di alcuni convogli. In caso di circolazione perturbata è RFI che gestisce tutto il traffico ferroviario, che prende le decisioni sull’instradamento dei treni e sulle precedenzeall. 2 L’istradamento di un treno in linea convenzionale comporta un notevole aggravio dei tempi di percorrenza e può comportare un notevole disagio anche per i Treni TAF che utilizzano normalmente tale Linea tra Orte e Aeroporto di Roma Fiumicino. I disagi si ripercuotono quindi non solo sui pendolari ma anche sui numerosi turisti in viaggio da e per Fiumicino Aeroporto, con conseguente danno di immagine per tutto il sistema Paese.

Anche Trenitalia – Direzione Regionale Toscana – sempre per un reclamo sulla puntualità del RV 2316 risponde che il 3, 4 ed il 5 aprile 2018 ”il convoglio ha maturato ritardi in partenza rispettivamente di 38’, 22’ e 35’ per attesa del convoglio corrispondente e congestione del nodo di Roma Termini con precedenze dei treni lunga percorrenza“ e che la competenza sulla circolazione viene regolata da RFI all. 3.

Tutto quanto sopra a nostro avviso contrasta con quanto precedentemente comunicato da RFI nella suddetta nota prot. RFI-DCE\PEC\P\2017\0003169 del 4.12.17 (all.1).all. 1

Chiediamo un Vs. intervento di regolazione deciso ed incisivo presso RFI, al fine di chiarire che devono essere garantite pari condizioni di viaggio ai pendolari e ai clienti dei treni mercato. A mero esempio crediamo che non si debba tentare la strada di far recuperare i ritardi dei treni AV penalizzando i treni dei pendolari e dei turisti. Crediamo che se esistano indicazioni/direttive interne ad RFI in tal senso, tali indicazioni debbano essere eliminate. Il diritto alla mobilità, nel rispetto degli orari ufficiali, dovrebbe essere garantito a tutti i cittadini italiani, indipendentemente dalla categoria di appartenenza del treno impiegato.

Certi di un vostro intervento porgiamo

Cordiali Saluti